Blog Opinioni

Commenti ed opinioni relative all'attualità in generale, non senza incursioni su temi di cultura nonché di politica italiana ed internazionale.
Commenti (maggio 2005):
A cercar la bella destra: novità in libreria
Questo sito è già abbastanza autoreferenziale, e quindi un po' mi imbarazza scrivere così tanto di cose che non riguardano tanto la professione legale, quanto altri temi che in un modo o nell'altro coinvolgono il sottoscritto.
Ma in questo caso non posso esimermi, perchè si tratta di un libro che racconta di un'esperienza politica dei miei anni universitari, che fu assai importante non solo per me. A questo link troverete dunque la presentazione di una novità editoriale di Mursia, ad opera degli amici Alessandro Frigerio e Paolo Avanti: "A cercar la bella destra - I ragazzi di Montanelli".
Sono stato uno dei fondatori e il vicepresidente di Controcorrente Giovani, e vedere che più di quindici anni dopo quella nostra storia suscita ancora un certo interesse, quantomeno nei rarefatti ambienti del pensiero liberale, mi riempie di nostalgia e anche di un minimo di orgoglio.
In questo periodo nel quale la Casa delle Libertà sembra sul punto di esplodere, non è escluso che essere di destra in Italia, nel senso liberale e conservatore nel quale noi lo intendevamo già anni prima che Berlusconi scendesse in campo, tornerà ad essere un vizio di pochi e coraggiosi guerriglieri del pensiero, disperatamente in lotta contro il conformismo dominante della sinistra politically correct.
Ma se questa esplosione dovesse davvero verificarsi, è tuttavia probabile che fuori dal cono di luce della sinistra conformista tornerà anche la voglia di pensare, di partecipare e di opporsi: secondo me il ricordo di quella che fu la nostra esperienza potrà quindi interessare anche coloro che - a differenza nostra - di cosa furono il consociativismo, i pentapartiti, la Dc al 30% e la destra nel ghetto, ha solo un vago ricordo infantile o lo ha letto sui libri. (M.F. 16.5.05)
Fumo passivo: ora che si comincia a parlare di soldi, qualcuno denuncerà la truffa politically correct?
In attesa di leggere la sentenza, apprendiamo dai media che è intervenuta una nuova megacondanna al risarcimento danni per “morte da fumo passivo”. Questa volta non a carico dell’Ente Tabacchi, bensì di una pubblica amministrazione. Stando a quanto si legge, è stata riconosciuta l’ingiustizia del danno asseritamente subito da una dipendente ministeriale morta di cancro, la cui salute di lavoratrice non sarebbe stata sufficientemente tutelata a norma della legge 626/94, nonostante che quest’ultima non abbia mai imposto il divieto di fumo negli uffici.
Anche in questa occasione ci sarà stato un Consulente Tecnico che avrà sostenuto – secondo i dettami del politicamente corretto – che certamente, o almeno con un’adeguata probabilità, la morte della paziente sarebbe stata causata dal fumo passivo. Come no: del resto, come suol dirsi, “tutti sanno che anche il fumo altrui uccide”, o comunque è “statisticamente” così dannoso da potersi ritenere senz’altro accertato il nesso di causalità.
E così il Codacons, il cui leader – ci piace ricordarlo – è un nostro sobrio collega che alle ultime elezioni si è presentato ignudo sui manifesti elettorali della sua lista di consumatori (cliccare qui per apprezzarlo al meglio), affila le unghie e continua a promettere milioni su milioni di risarcimenti per il proprio pubblico, disegnando scenari giudiziari sempre più apocalittici.
Chissà se, di fronte ai risarcimenti che in effetti si profilano, i Ministeri e le grandi aziende decideranno di passare al contrattacco, o rimarranno come al solito in attesa di un accomodamento. Magari una leggina stile Pinto, che stanzi qualche milione di euro di nostri soldi pubblici per pagare ai vari postulanti un’indennità a prezzo politico. Tutto questo non avendo il coraggio di opporsi al mito salutista e al grande potere comunicativo della junk science, la scienza spazzatura.
Peccato, perché ora che nei nostri tribunali si sta cominciando davvero a parlare di soldi, sarebbe il momento migliore per mettere veramente in discussione il dogma del fumo passivo che uccide, quando tutti (dicesi tutti) gli studi statistici attendibili che sono stati effettuati – che comunque non sono né clinici né epidemiologici, e quindi sono sempre soggetti all’eccezione dei polli di Trilussa – dimostrano che l’aumento di rischio per la salute derivante dalla esposizione al fumo passivo è irrilevante.
Se invece preferiranno mettersi in coda per pagare, staremo a vedere: c’è già un sacco di gente la cui mamma, nonna, zia, cugina, ecc. è morta di tumore nell’ultimo quinquennio (magari in età avanzata) che in questi giorni si sta improvvisamente ricordando di quando la cara estinta andava ancora a lavorare – o eventualmente di quando andava al bar, alla bocciofila, al circolo del bridge, in parrocchia – e si lamentava sempre di quella collega o quel capoufficio che dopo il caffé si accendeva sempre la bionda senza chiedere permesso… (M.F. 11.5.05)
Su questo argomento v. anche l'articolo giornalistico "Sentenze del secolo [PDF]" per il sito dell'associazione "Forces Italia" sulla sentenza della Corte d'Appello di Roma, che ha condannato l'Ente Tabacchi Italiano a risarcire gli eredi di un fumatore.
